Ottobre è il primo mese intero d’autunno, periodo in cui ci si lascia alle spalle l’estate, si fa il cambio di stagione, iniziano le sagre e le castagne, cadono le foglie e anche le teste degli allenatori.

Spesso dopo le prime 6-7 giornate di campionato le società fanno un primo bilancio e prima che sia troppo tardi corrono ai ripari. Anche se la squadra non è attrezzata al meglio o non si è intervenuti in maniera efficace sul mercato, l’unico a rimetterci è sempre l’allenatore.

L’anno scorso i primi tagli avvennero all’ottava giornata di campionato (09/10/2018) . Lorenzo D’Anna nel Chievo e Davide Ballardini nel Genoa furono esonerati dopo le sconfitte contro Milan e Parma.

L’anno prima, nella stagione 2017/2018 Massimo Rastelli lasciò la panchina del Cagliari dopo il ko interno col Genoa all’ottava giornata (17/10/2017) , mentre alla nona toccò al Benevento dare il benservito a Marco Baroni.

Quest’anno addirittura già alla settima giornata si sono avuti i primi ribaltoni. Il turno di domenica scorsa è stato determinante per  Milan e Sampdoria.

In casa doriana Eusebio Di Francesco ha incassato la sesta sconfitta su sette gare disputate e ha lasciato la squadra ligure in un inaspettato ultimo posto. Il tecnico  ex Roma e Sassuolo,  ha trovato l’accordo con la società (ancora nelle mani di Ferrero dopo che la cordata guidata da Vialli si è defilata per un eventuale acquisto della società) per lasciare la panchina dopo il 2-0 subito al Bentegodi dal Verona.

La formazione ligure non è cambiata molto rispetto allo scorso anno: sono andati via Praet e Andersen , mentre l’unico acquisto di rilievo è stato Jankto. In attacco non è arrivato nessuno e Quagliarella, autore di una splendida stagione l’anno scorso, ha un anno in più ed è sempre più difficile ripetersi a questi livelli. E così il povero Di Francesco ne ha fatto le spese.

In casa Milan non è servito a Giampaolo il successo di Marassi col Genoa ( a dire il vero piuttosto fortunoso). La società rossonera ha deciso di cambiare e dare una svolta ad una stagione che finora ha mostrato più ombre che luci. Per i rossoneri nove punti in sette gare e già quattro sconfitte contro Udinese, Inter, Torino e Fiorentina. E dire che Giampaolo poteva contare su nuovi arrivi che promettevano bene: Leao, Hernandez, Bennacer, Krunic, Duarte.

Il tecnico ex Samp chiedeva tempo ma su una panchina come quella milanista di tempo ce n’è poco e quindi la dirigenza ha deciso di esonerarlo. La squadra non sembra aver recepito i dettami tattici del tecnico e il bel gioco, mostrato in casa Samp nella passata stagione,  non si è notato in nessuna gara. Anche il “pistolero” Piatek sembra aver esaurito le cartucce e l’unico che si è meritato la palma di migliore giocatore quando è stato schierato è stato Leao.

E ora, come in una sagra d’autunno con tante voci (più o meno gradite) che si rincorrono, si comincia a girare alla ricerca del nuovo  allenatore sperando di trovare la giusta “bancarella” dove accaparrarsi il miglior tecnico.

Concludo con un eloquente massima di quel vecchio saggio di Nils Liedholm che diceva: allenare è il mestiere più bello del mondo, se non ci fossero le partite”.

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