Quando una squadra retrocede dalla Serie A alla Serie B, per evitare che essa abbia problemi finanziari,
derivanti dal fatto che i soldi delle pay tv vengono più che dimezzati e molti sponsor abbandonano il club
per cercare visibilità altrove , è prevista dalla Lega una somma di denaro chiamato “paracadute” ,che
permette a un club di poter pianificare con tutta calma il taglio delle spese e la seguente stagione in
cadetteria. Ovviamente però ci troviamo in Italia ,e tutti cercano di portare questo a proprio vantaggio:
un’ esempio di “furbizia“ l’ ha fatto il Chievo-Verona l’anno scorso, che ha drasticamente tagliato le spese
cedendo i giocatori con stipendio più alto ,e mai puntando a una reale salvezza ha sempre giocato con
rassegnazione di chi volesse retrocedere per poi utilizzare i soldi del paracadute per coprire debiti e
restituire la maggior parte del denaro all’ azionista, che già era stato sanzionato con 6 punti di
penalizzazione a inizio stagione per falso in bilancio.
Questo metodo è corretto perché altrimenti la differenza di introiti tra una stagione e l’altra è troppo ampia
e metterebbe a rischio tante realtà del nostro calcio(Parma ,Palermo e Bari sono state una scuola),però
avendo un premio salvezza abbastanza esiguo, questa modalità potrebbe portare qualche club “a farsi un
giro in cadetteria” per incassare il paracadute ….come per esempio il Genoa che già da qualche anno tende
a liberarsi dei migliori giocatori in gennaio e sperare in una salvezza nelle ultime giornate.
La cosa più preoccupante è però il fatto che le squadre di serie A ,grandi e piccole, sono sempre più
dipendenti dalle grandi aziende di televisione ,che essendo il più grosso introito per le squadre ,hanno
quindi potere decisionale su calendario e orari degli incontri.
Ecco che , in questi ultimi anni, sono stati introdotti nuovi orari (la sfida di mezzogiorno oppure il “Monday
night” ) molto stringenti, che comportano sempre meno gente allo stadio.
Quando vediamo lo spot contro la pirateria ,con il celebre slogan “la pirateria uccide il calcio”
,bisognerebbe riflettere se al posto della tanto citata “pirateria”, non siano gli interessi milionari che
minano il mondo del calcio, il quale infondo rimane sempre un gioco.

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