di Emiliano Chiarini

L’ Hellas ha sorpreso tutti in questa prima fase del campionato di Serie A ritrovandosi
dopo 14 giornate a 18 punti , occupando la nona casella della classifica e con una “dignità
sportiva” ritrovata (smarrita nella stagione 2017-2018,terminata in penultima posizione a
quota 25 punti).
D’altronde non si può dare torto a chi nutriva più di qualche dubbio su un cammino
alquanto tortuoso come il massimo campionato italiano, quando ad agosto la squadra si è
presentata al via con una rosa priva di nomi affermati , tante giovani scommesse
provenienti da campionati esteri o da atleti che non avevano sicuramente brillato nelle
stagioni precedenti, con un allenatore che non aveva avuto ancora una consacrazione
definitiva.
Il DS D’Amico in estate ha stravolto quasi completamente la rosa che aveva riportato la
società nella massima serie, andando a formare un nuovo gruppo giovane e
intraprendente formato da giocatori in prestito (senza spazio nella squadra d’origine) con
tanta voglia di riscatto, e acquisti a basso costo. A disposizione di mister Juric sono arrivati
giocatori di costruzione in difesa (peculiarità del suo gioco) come l’esperto Bocchetti e il
terzino Faraoni, mentre il centrocampo appare più incontrista e di rottura del gioco
avversario ( il trio in prestito Badu-Pessina-Verre ne è un esempio) senza rinunciare a
mediani di qualità come l’ ex Genoa Veloso e la talentuosa mezz’ala Amrabat.
In attacco affianco all’eterno Pazzini , è arrivato dall’altra sponda della città (Chievo) il
polacco Stepinski e dal capoluogo umbro Di Carmine, quest’ultimo si sta rivelando un
vero valore aggiunto per gli scaligeri.
Oltre ai giocatori sopracitati la vera arma in più di questa squadra sembra essere la scelta
azzeccata di un gioco, quello del mister croato, basato molto di più sul “senza palla” e
quindi costituito in prevalenza da pressing e ripartenze, perfettamente conciliabile con gli
uomini che ha a disposizione.
Il campionato è comunque ancora lungo, e la domanda che ci si pone è se la squadra può
mantenere questo livello di prestazioni senza accontentarsi e “sedersi” come molte
squadre di metà classifica tendono a fare nel girone di ritorno.
Per quanto riguarda il mercato di riparazione in arrivo la società dovrà far il possibile per
non perdere gli elementi di talento, rischiando una debacle come quella genoana dello
scorso anno, mentre in entrata non si hanno ancora notizie anche se difficilmente
arriveranno sorprese. Sul lungo termine, il fatto di avere i maggiori talenti in prestito
costituirà un problema al quale D’ Amico e il presidente Setti dovranno far fronte la
prossima estate, ma lo stesso DS è la garanzia affinchè questo lavoro possa essere fatto
nel migliore dei modi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui